MarcoaldiBuffet e funerale, tradizione americana o italiana?

Negli Stati Uniti c’è una tradizione particolare, quella di fare dopo il funerale un buffet. Noi italiani che visitiamo gli Stati Uniti o che in alcuni film americani veniamo a conoscenza di questa tradizione, ne rimaniamo stupiti, eppure questa usanza un tempo in qualche modo ci doveva risultare molto familiare. Infatti una tradizione simile si svolgeva anche nel nostro paese. Il prof. Oreste Marcoaldi, in “Le usanze e i pregiudizi del popolo fabrianese” (Fabriano, 1877), scriveva che in ogni famiglia di campagna, quando uno dei suoi membri moriva, si usava invitare i parenti nella casa del defunto o in quella del parente più prossimo per fare un pranzo abbondante. Una volta terminato il pasto, sia uomini che donne accompagnano il defunto, piangendo e pregando fino alla chiesa della Parrocchia. Secondo il professor Marcoaldi, questa tradizione ha le radici in due antichissime usanze. La prima deriva da il rito che veniva eseguito da alcune antichissime popolazioni, essi dopo aver sepolto il morto ed averlo coperto con una grande pietra, si sedevano intorno alla tomba facevano sacrifici e mangiavano ciò che rimaneva degli animali sacrificati. Nel corso dei secoli il rito del sacrificio venne abolito, ma rimase l’usanza di mangiare, che subì un evoluzione, dagli animali sacrificati si passò ad un vero e proprio banchetto. La seconda tradizione era quella nota presso gli antichi Romani delle piagnoni, cioè un coro di donne che accompagnavano il cadavere piangendo, con lamenti e canti lugubri e parlando bene del morto, mentre lo conducevano al rogo. Questa tradizione ricorda molto le nostre esequie e le nostre orazioni funebri.

Paolo Carnevali

Licenza Creative Commons
Quest’ opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.

Annunci