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Storia del Carnevale

In questi giorni si festeggia il carnevale, come la nostra società, anche questa festa, nel tempo ha subito dei cambiamenti. Nonostante sia una festa che si svolge nei Paesi di tradizione cattolica, essa ha radici che affondano in riti precristiani. Il nome carne-vale, addio o carne-sciala (carnesciale) riportato dal Prof. Oreste Marcoaldi nei suoi scritti, fa riferimento all’ultimo giorno del Carnevale in cui si poteva mangiare la carne, quindi gli si diceva “addio”. Infatti, dopo l’ultimo giorno di carnevale, martedì grasso, viene il mercoledì delle ceneri e con esso inizia la Quaresima con il suo periodo di astinenza e digiuno, quindi niente carne. Uno dei più famosi riti del carnevale è quello di mascherarsi, un rito che riprende tradizioni antichissime, ma non è il solo. Per esempio a Fabriano come scriveva il prof. Oreste Marcoaldi si svolgeva la caccia del Toro, le due domeniche di carnevale in Villa, l’accensione dei moccoli, la broda d’avanzo. Comunque il rito più comune è quello di mascherarsi, nessuno come il Marcoaldi può descriverlo così perfettamente, nel suo libro “Usanze e pregiudizi del Popolo Fabrianese” (Fabriano 1877) scriveva: “il carnevale .. nelle sue mattamente svariatissime maschere ..per dileggiare costumi e istituzioni..è un periodo di mentale alienazione…trasformando le città in vasti e perfetti ospedali de’ pazzi”.Possiamo dire che questi riti così caotici, anche secondo quanto scriveva il professore, portavano il Caos, distruggendo l’ordine precostituito. In effetti questi riti riprendono quelli di culture molto antiche, che anche se inconsapevolmente ci hanno plasmato, pensiamo ad esempio ad una grande civiltà come quella babilonese. Nell’antica Babilonia si svolgeva una cerimonia, nella quale i partecipanti rappresentavano le forze del Caos, che si opponevano alla creazione dell’universo, si riviveva l’evento della morte e della resurrezione del dio salvatore Marduk. Questi riti che si svolgevano dopo l’equinozio di primavera, servivano per far rivivere al popolo la fondazione del Cosmo, in cui il dio Marduk lottava e sconfiggeva il drago Tiamat. Anche le feste in onore di Iside, dea egizia, si svolgeva con la presenza di gruppi mascherati, come attestava il grande scrittore romano Lucio Apuleio. Anche nei riti dionisiaci greci, e saturnali romani compaiono i tipici rituali del Carnevale descritti dal Marcoaldi. In sintesi posso concludere noi non comprendiamo che molte tradizioni, ritenute da noi prive in parte di significato, hanno invece delle radici che ci legano ai nostri avi. Se vogliamo capire noi stessi dobbiamo, comprendere da dove veniamo. Comunque per concludere buon Carnevale.

Paolo Carnevali

 

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