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Abaziasanvittorefrasassi” di Massimo Roselli – http://massimo.roselli.info. Con licenza CC BY-SA 2.5 tramite Wikimedia Commons.

La Medicina nel Medioevo e l’Abbazia Benedettina di S.Vittore.

Spesso si ha l’impressione che nel passato, come ad esempio nel Medioevo, non c’era una vera scienza della Medicina, al contrario di oggi, ma forse non è proprio così. Oggi la Comunità medica scientifica e lo Stato tramite il Ministero della Salute, ed altri enti pubblici, controlla lo sviluppo della Medicina e chi esercita questa professione, mentre nel Medioevo la situazione era molto più caotica. In quel periodo non esisteva più di una classe medica: c’era chi esercitava tale attività seguendo i testi greci e latini, chi curava con le erbe o le pietre, chi, come artigiani, facevano i cavadenti o le levatrici , come altri mestieri del genere, chi facevano i maghi, le streghe, le fattucchiere e guaritori, in ultimo chi nella propria casa, esercitava l’attività per curare la salute dei propri familiari. Per il primo gruppo che ho citato bisogna chiarire, che dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, coloro che sapevano leggere i testi di medicina in latino e in greco, erano per la quasi totalità solo i religiosi. Infatti anche più del 90% dei nobili era analfabeta, quindi i soli che potevano utilizzare tali conoscenze mediche erano i religiosi, in particolare diversi ordini monastici, consideravano un atto caritatevole la cura dei malati, un ordine che si dedicò a tale attività era quello dei Benedettini. I conventi, che conservavano i libri di Ippocrate e Galeno e altri testi medici, furono inizialmente le sedi dove si insegnava l’arte medica, ma poi nell’Alto Medioevo venne fondata la Scuola Medica Salernitana. Sembra che sia nata intorno al IX o X secolo, grazie a questa importante Scuola la Medicina veniva insegnata fuori dai monasteri. Possiamo ipotizzare che i monaci dovevano avere avuto un ruolo importante in tutto ciò, visto che i conventi di Salerno e quello vicino di Badia di Cava, ricoprivano un ruolo importante tra quelli dell’ordine Benedettino. Questo ordine monastico, ha avuto un ruolo importante per curare i malati, anche nel territorio fabrianese e quello vicino. Come non pensare alle fonti termali solfuree di S. Vittore frazione di Genga, acque utilizzate nell’Antica Roma. Possiamo supporre che l’Abbazia di San Vittore alle Chiuse, Chiesa in stile romanico, e il grande Convento Benedettino di cui faceva parte, le cui notizie documentate della sua esistenza sono del 1007, sia sorto per sfruttare le fonti termali. Si può ipotizzare che i frati benedettini anche li, come in altre parti d’Italia e a Salerno, si dedicavano alla cura dei malati, utilizzando le conoscenze mediche degli antichi romani. Del resto non è un mistero che nell’Antica Roma le acque termali venivano utilizzate a scopi medici, si pensi ad esempio a quelle di Acquasanta Terme citate anche dallo storico Tito Livio e molto frequentate nell’antichità. Probabilmente, grazie alla fama medica e guaritrice dell’acqua termale, i Benedettini di San Vittore riuscirono ad espandersi, fino ad arrivare a esercitare il controllo su 42 chiese e numerosi territori e beni circostanti. Poi però, dopo un periodo di splendore, conoscono una costante e lunga decadenza alla fine del XIII. Probabilmente il declino inizia con la perdita del controllo dei religiosi sulla Medicina, come in altre parti d’Europa. La nascita delle grandi Università di Medicina coincide con la fine del XIII secolo, si pensi a quella di Bologna, Parigi, Padova, Montpellier, si formano nuove generazioni di medici laici soppiantando i religiosi che fino ad allora avevano avuto il monopolio della Medicina. In conclusione,possiamo fare una considerazione, nonostante alcune cure e terapie mediche del Medioevo erano del tutto errate, altre sono ancora attuali, si pensi ad esempio alle cure termali, ritenute dalla medicina moderna ancora valide, nonostante che da secoli vengono praticate.

Paolo Carnevali

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