The Candlemas day 1731.jpg
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Tradizioni di Febbraio: “Primo calenne, secondo Cannelora, terzo S. Biagio” (1-2-3 febbraio)

Come ci ricorda il prof. Oreste Marcoaldi citando proverbi del popolo fabrianese, nell’Ottocento la popolazione delle nostre campagne chiamava ancora calende il 1° di ogni mese come gli antichi Romani, da cui discendiamo. Infatti, per gli antichi romani il primo di ogni mese era il novilunio ovvero luna nuova e veniva da loro chiamate calende. San Biagio era invocato dalla gente per il mal di gola. Quanto detto in precedenza mi fa ricordare la mia infanzia, quando partecipavo, per San Biagio, alla benedizione della gola con le candele benedette il giorno di Candelora. San Biagio era vescovo in Armenia e morì nel 316 d. C, durante la sua prigionia La festa del 2 febbraio cristiana detta Candelora ricorda un rito che si svolgeva durante l’antichissima festa romana dei Lupercali, esso consisteva nell’accendere lampade e ceri ed era chiamato Lucernare. Anche i Celti avevano una festa simile celebrata il primo febbraio, questa data era stata scelta per il suo forte valore simbolico, poiché cadeva tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera. Questa festa serviva a propiziare l’arrivo della primavera, i popoli celti con i loro riti accendevano lumini e candele per festeggiare la Luce. In Irlanda questa festa era chiamata Imbolc, poi con l’avvento del cristianesimo fu soppiantata dalla Candelora.

Antico proverbio: “Candelora, se te nengue o se te piove, de l’inverno semo fora, se ce poive o se c’è vento dell’inverno semo dentro”

Paolo Carnevali

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