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Simone Martini 033” di Simone Martini – The Yorck Project: 10.000 Meisterwerke der Malerei. DVD-ROM, 2002. ISBN 3936122202. Distributed by DIRECTMEDIA Publishing GmbH.. Con licenza Public domain tramite Wikimedia Commons.

San Martino, la sua festa fra tradizioni e usanze popolari

La festa di San Martino ricorre l’11 novembre. San Martino è nato nell’antica Pannonia l’odierna Ungheria, intorno al 316 d.C., in un avamposto dell’Impero Romano. Quando nacque, fu chiamato dal padre Martino in onore di Marte dio della Guerra, poiché sperava che come lui divenisse un importante e grande guerriero. Il padre terminata la carriera militare si ritirò a Pavia dove aveva ricevuto un podere per il suo servizio, qui il Santo trascorse la sua infanzia. Da giovane fu arruolato nelle Scholae palatinae, che erano delle unità di cavalleria d’élite presente nel periodo del tardo Impero Romano, erano state istituite nel IV secolo, erano sotto il diretto comando dell’imperatore, esse avevano sostituito il celebre corpo dei Pretoriani dopo il suo scioglimento. Svolse il suo servizio come militare sotto questa guardia imperiale in Gallia, nella città di Amines, nelle vicinanze del confine. In questo periodo avvenne un evento che contribuì in modo decisivo alla sua conversione. Durante l’inverno San Martino vide un mendicante seminudo che soffriva a causa del freddo, allora tagliò in due il suo mantello e una sua parte la donò all’uomo sofferente. La notte successiva a questo fatto, San Martino sognò Gesù che aveva una metà del suo mantello e che diceva agli angeli indicandolo, che lui era il soldato non battezzato che lo aveva vestito. Quando il santo si risvegliò dal sonno, il suo mantello era integro. Il sogno ebbe un tale impatto in lui che l’anno seguente nel periodo pasquale si fece battezzare. Egli da ufficiale continuò la vita militare per vent’anni, poi verso i quaranta lasciò l’esercito, e iniziò quella che diventò la sua vita religiosa, divenne monaco e fondò con i suoi seguaci un monastero a Ligugè. Infine nel 371 divenne vescovo di Tours. Morì l’8 novembre del 397, e i suoi funerali si svolsero a Tours l’11 novembre. Il costume di invitare in questo giorno amici per festeggiare e gozzovigliare è antichissimo, infatti, secondo alcuni studiosi la festa del Santo coincide con la fine delle celebrazioni del capodanno celtico il Samuin, probabilmente secondo questi la Chiesa pensò di inglobare gli antichi riti in questa festa cristiana per favorire le conversioni al cristianesimo. Mentre per il prof. Oreste Marcoaldi la festa deriva da quelle dionisie in onore di Bacco celebrate dai Greci l’11 il 12 e il 13 del mese di anthisterion, che corrisponde a novembre nel nostro calendario. Il primo giorno ovvero 11, che era più importante, veniva chiamato pithegia, secondo Plutarco quel giorno ci si divertiva allegramente bevendo e banchettando. Nel nostro territorio la festa di San Martino era celebrata con grande solennità e fu soppressa nel 1778. Ci sono molti proverbi popolari su questa festa legati al vino e questo mi fa pensare che la teoria più valida è quella che la fa ricondurre alle feste in onore di Bacco citate dal prof. Marcoaldi. Citerò alcuni di questi proverbi: S. Martino, se sente el vino. S. Martino, se fòra la botte del vino. Per S. Martino, si spilla il botticino. A S. Martino, ogni mosto è vino. Questa festa è nota in tutta Europa, ad esempio in Austria è chiamata Martinloben si festeggia con degustazioni di vino, musica e mostre d’arte, mentre in Danimarca si chiama Mortensaften ovvero la sera di San Martino, infatti, si festeggia solo la notte con cene tradizionali. In Germania c’è una tradizione molto spettacolare che è abbastanza diffusa ovvero quella di fare falò alla vigilia della festa di San Martino, chiamata con il nome di Martinsfeuer. In alcune sue regioni si svolgono processioni di bambini con delle lanterne e visitano casa per casa cantando canzoni e in cambio ricevono caramelle. Mentre in Spagna la festa di San Martino è il giorno in cui per tradizione si macellano i suini ingrassati per l’inverno. Infatti, c’è il detto: “A cada cerdo le llega su San Martín” ovvero “ogni maiale ha il suo giorno di San Martino”. Per la verità anche da noi a Fabriano si festeggia per tradizione non solo col vino, ma anche mangiando le salcicce di maiale. In ultimo possiamo dire buon San Martino.

Paolo Carnevali

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