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Chiesa di S. Nicolò a Fabriano qui fu sepolto il corpo di Matteo Sabatini.

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Agnolo Bronzino – Cosimo I de’ Medici in armour – Google Art Project” di Agnolo BronzinoBgE-KxM-dl89lg at Google Cultural Institute, zoom level maximum. Con licenza Public domain tramite Wikimedia Commons.

Sabatini il “capitano fedele”,Renzo da Ceri,Cosimo I de’ Medici.

Come scrive il professor Romualdo Sassi, Fabriano tra gli illustri militari può annoverare Matteo Sabatini, egli prima di prestare servizio nella famiglia dei Medici di Firenze, ebbe l’onore di avere fatto la sua formazione militare presso uno dei più famosi condottieri del tempo Renzo da Ceri, conosciuto anche con il nome di Renzo Orsini, il suo vero Matteonome era Anguillara Lorenzo (1475- 1536). Egli è nato a Ceri (Cerveteri) suo padre era Giovanni, signore di Ceri, sua madre Giovanna Orsini. Egli è uno dei più famosi condottieri di ventura europei, temuto e rispettato, fu il primo a che ebbe l’intuizione di costituire un corpo ben organizzato di fanteria italiana così da essere l’unico che in Italia si poteva opporre efficacemente ai fortissimi battaglioni svizzeri e spagnoli. Egli è stato amato e rispettato in Francia grazie ad una sua grande impresa ovvero l’assedio di Marsiglia. Egli riuscì a Marsiglia a resistere a un assedio di quaranta giorni, bloccando l’offensiva del connestabile di Borbone e del marchese di Pescara. Era stimato sia dalle repubbliche di Firenze sia di Venezia sia dalla corte di Francia e quella pontificia che lo ebbe al suo servizio. Al servizio dello stato pontificio, Matteo Sabatini partecipa con il suo comandante Renzo da Ceri al tentativo di difesa di Roma nel 1527, nell’aprile di quell’anno per l’avvicinarsi dell’esercito del connestabile di Borbone, all’Anguillara fu affidato l’incarico della difesa della città. Più tardi molti cronisti l’hanno accusato di non aver saputo proteggere Roma, in modo da impedire il Sacco. In realtà molte delle responsabilità non erano sue, nonostante le sue obbiezioni, le Bande Nere e tutti i soldati erano stati disciolti, egli aveva solo quattromila archibugieri radunati in fretta e pochissima cavalleria leggera agli ordini del figlio Giampaolo, il Borbone che cingeva d’assedio la città, aveva 35000 fanti (tra tedeschi, italiani, spagnoli e svizzeri) e altre centinaia di uomini armati e altri con cavalli leggeri. Inoltre per una concreta difesa bisognava tagliare i ponti sul Tevere, ma per una forte opposizione degli abitanti del Trastevere questo non si fece. Renzo da Ceri dopo essersi opposto con le sue truppe agli assalitori e aver subito la fuga dei difensori raccogliticci nelle sue fila, deve rifugiarsi a Castel S. Angelo. Nella battaglia e nel sacco muoiono più di 4000 persone e il saccheggio dura otto giorni. Dopo la resa stipulata da papa Clemente VII, a Renzo da Ceri è concesso l’onore delle armi ed esce da Castel S. Angelo con 400 uomini(molto probabilmente Matteo Sabatini è uno di questi, poiché da fedele militare l’ha seguito anche l’anno successivo anche nella campagna del Lautree, contro il regno di Napoli). Non tutti tra i vincitori erano favorevoli a far uscire liberamente Renzo da Ceri da Castel S. Angelo infatti Il principe d’Orange fu costretto a far pressione sui lanzichernecchi, che non lo volevano far passare, per paura che portasse in salvo i tesori della Chiesa. Egli poi con i suoi uomini s’imbarcò a Civitavecchia alla volta della Francia. Nel 1528 era stato inviato dai francesi a soccorrere il Lautrec (Odet de Foix, conte di Lautrec, maresciallo di Francia), che stava assediando Napoli. Queste guerre facevano parte del lungo conflitto tra il re di Francia Francesco I di Valois e Carlo V d’Asburgo re di Spagna sovrano del Sacro Romano Impero. In seguito Matteo Sabatini prestò servizio sotto l’illustre casata dei Medici di Firenze, servì sotto Cosimo I (Firenze 1519 – Villa di Castello 1574), il primo granduca di Toscana, figlio del celebre condottiero militare Giovanni dalle Bande Nere. I cronisti prima e gli storici poi l’avevano chiamato il “capitano fedele “per la sua fedeltà alla casata dei Medici. Sotto i Medici era stato nominato castellano della rocca nuova di Pisa e lì vi morì nel 1539. Il corpo del Sabatini era stato trasportato a Fabriano nella chiesa gentilizia di S. Nicolò.

Paolo Carnevali.

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