Venice galley rowing alla sensile1

Sopra un modello in legno di una galea veneziana (Museo storico navale di Venezia) via wikipedia (Pubblico dominio Myriam Thyes – Opera propria)

Il Medioevo di Ancona: Guiscado Brancafiamma, pirata o corsaro ed eroe?

Nel 1150, secondo quanto scriveva Agostino Peruzzi(nato il 1764, morto il 1850), religioso, storico e poeta italiano, nel 1835 su Ancona, ci fù una ribellione di diverse città dell’Istria, tra cui Pola, Parenzo verso Venezia, anche per l’stigazione dell’Imperatore Bizantino, che in quel periodo era in guerra contro i veneziani. L’imperatore sollecitò e fece molte promesse allettanti (probabilmente come aiuti in denaro e la possibilità di firmare vantaggiosi accordi commerciali), affinchè Ancona e Rimini si schierassero contro Venezia. Allettati da queste promesse, misero insieme una discreta flotta di navi, al cui comando venne assegnato Guiscado Brancafiamma, questa alleanza venne chiamata dagli storici di Ancona “anconitana”. Questa flotta assaltava e depredava, con azioni piratesche, le ricche navi mercantili veneziane che seguivano le rotte commerciali,poi, per fuggire dalle navi da guerra di Venezia, si rifugiavano nei porti di Pola e delle altre città istriane. Ma il Doge di Venezia, Domenico Morosino, mise insieme cinquanta galee, con questa poderosa flotta iniziò una spietata guerra: sottomise Pola,Rovigo,Parenzo,Umago,Cittanova, città che per i veneziani, erano colpevoli di rifugiare le navi dei corsari di Guiscado Brancafiamma(come scriveva anche Ludovico Antonio Muratori,Vignola1672,Modena 1750, sacerdote italiano, scrittore, storico e bibliotecario). L’ammiraglio veneto a capo della flotta,Marino Gradenigo, non diede tregua a Guiscado Brancafiamma e alle sue navi. Ci furono spettacolari scontri in mare tra le due flotte, ma alla fine la superiorità numerica premiò i veneziani. L’alleanza “anconitana” nell’ultimo scontro perdette cinque “triremi”(era un tipo di nave da guerra che si spostava, oltre alla vela,anche con tre file di rematori, posizionati sulle due fiancate dello scafo) e la nave sulla quale c’era Guiscado Brancafiamma, che fu fatto prigioniero. In violazione del diritto e delle leggi di guerra, Guiscado Brancafiamma fu impiccato. Venezia lo trattò come un capo pirata e non come un corsaro o un nemico di guerra. Dopo questa disfatta gli “anconitani” domandarono ed ottennero la pace e l’alleanza si sciolse.

Paolo Carnevali

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