Frères Limbourg - Très Riches Heures du duc de Berry - mois de mai - Google Art Project
La festa di Santa Croce del 3 maggio è legata alla questua e ai riti del canta maggio. La festa era a metà tra quella folkloristica e quella religiosa, con riti musicali e balli e celebrazioni liturgiche. Spesso si tenevano delle imponenti processioni, che quando si svolgevano di notte venivano illuminate da torce, che a loro volta erano precedute da una grande croce, ed essa stessa era illuminata. A queste celebrazioni religiose si univa il canta maggio, che affondava le proprie radici a riti propriziatori legati alla terra e alla fecondità. Un tempo, come ci riportava il prof Oreste Marcoaldi, il Canta Maggio e si svolgeva anche nella città di Fabriano. In quel periodo si suonava e si cantavano varie canzoni per festeggiare l’arrivo del mese di maggio. Il “cantare il maggio” si eseguiva nell’ottocento a Fabriano, oltre che in Città anche nelle campagne, si andava alla questua (elemosine e offerte in natura) delle uova e del denaro, per tutto il territorio circostante, visitando sia le frazioni sia le case isolate. Questi riti avevano la funzione di augurio di prosperità, derivavano da tradizioni magico-propiziatori della civiltà agricola. Infatti per questa festa c’era nelle campagne anche l’usanza, per proteggere e far prosperare il proprio raccolto, di piantare nei propri campi delle croci fatte di canne, in cui erano legate in alto delle palme benedette, che in realtà erano degli ulivi. Questo perché, nella nostra terra, al posto delle palme si faceva e tuttora si fa la benedizione con degli ulivi.

Paolo Carnevali

 

 

 

 

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