Charles II of Naples

Venimbeni Leonardo, Professore all’Università di Parigi e segretario di Carlo II

Fabriano può vantarsi di aver dato i natali a Venimbeni Leonardo di Giovanni, illustre filosofo, astrologo e poliglotto. Il prof. Oreste Marcoaldi scriveva che il Venimbeni all’età di 15 anni si era trasferito a Parigi. In base a quanto scritto da P. Giovanni Scievolini possiamo dire che egli nel dopo aver compiuto i suoi studi divenne nel 1273 Lettore di astrologia all’Università di Parigi. Padre Giovanni Scievolini scriveva “Lesse con gran stipendio astrologia nell’Università di Parigi”. Il Venimbeni era un Lettore in quell’Università. Il termine Lettore, era utilizzato nelle Università sia nel Medioevo sia nel Rinascimento e corrisponde a quello attuale di Professore universitario. Fabriano ebbe l’onore di avere questo suo illustre concittadino Professore all’Università di Parigi, circa un secolo prima, di un altro nostro grande fabrianese, che insegno come professore in un’altra autorevole Università europea, ovvero quella di Oxford, parlo del B. Becchetti Giovanni. Il B. Becchetti era un illustre teologo e filosofo, mentre Venimbeni era un grande studioso di astrologia. Forse la vita e gli studi di questo grande professore e intellettuale, che amava la scienza, ha ispirato anche un grande personaggio fabrianese, che nacque secoli dopo, ovvero Francesco Stelluti, egli si dedicò nella vita contemporaneamente agli studi letterari e a quelli scientifici, egli nel 17 agosto 1603 fondò, con Federico Cesi, Johannes van Heeck e Anastasio de Filiis, l’Accademia dei Lincei.  Tornando al Venimbeni, possiamo dire che egli possedeva una memoria fuori dal comune, e riusciva a memorizzare e recitare a memoria numerosi testi e opere, sia a carattere tecnico sia letterario. Parlava correttamente nove lingue oltre a quella l’Italiana, ed erano le seguenti: Il Francese, Tedesco, Spagnolo, Greco, Ungherese, Turco, Arabo, Latino e Inglese. Fu chiamato a Napoli nel 1287 da Carlo II d’Angiò, (1254-1309), figlio di Carlo I D’Angiò, nipote di Luigi IX di Francia. Venimbeni Leonardo di Giovanni divenne maestro e segretario di Carlo II Re di Napoli, vi restò a fianco fino alla sua morte 1309. In base a quanto riportato dallo Scievolini, egli era di statura media, aveva poca barba, aveva i capelli neri e ricci, aveva un volto austero, rideva pochissimo, era sempre immerso nei suoi pensieri. Egli era Davanti a Re Carlo II recitò a memoria, senza commettere il minimo errore, tutto il centiloquio di Claudio Tolomeo (astronomo, astrologo, geografo greco antico del II secolo, che visse ad Alessandria d’Egitto). Il centiloquio è una raccolta di cento aforismi astrologici ed essa è considerata una tra le opere più importanti nella storia dell’astrologia, non è chiaro se l’opera è veramente di Tolomeo, anche se nel medioevo gli studiosi di quel periodo ritenevano che essa fosse autentica.Venimbeni Leonardo di Giovanni in soli due giorni riuscì a memorizzare il Quadripartito di Tolomeo, il Re Carlo II fu impressionato per entrambi gli episodi e premiò il Professore.  Venimbeni consigliò il Re in ogni impresa che compì, fece numerose previsioni su vicende che riguardavano il Regno. Dopo la scomparsa di Carlo II, continuò a risiedere a Napoli. Venimbeni Leonardo di Giovanni morì a Napoli nel 1310. Egli prima di morire, volle che fosse scolpito sulla sua lapide mortuaria il seguente epitaffio: “ Viator iste queso Leonardus hic Fabrianensis, qui dum vixit syderum metivi rationes annixus est at non ut animo flagrabat, quare letus hinc abiens ad sydera evolavit, ut sydera perfectius agnoscens, si quando concedatur huc redeat docturus quod reliquum fuit.”
Paolo Carnevali
(Da L’Azione del 8 febbraio 2014)

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