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Il Carnevale, la Grecia e mito di Dioniso, nel fabrianese
La storia del Carnevale ha tradizioni antichissime, molte di queste con il tempo sono andate perdute nella mia città Fabriano, ma continuano a soprevvivere in altre parti del Mondo. Comunque la loro memoria resta grazie agli scritti del prof. Oreste Marcoaldi (1825 –1879), e al Dottor Giancarlo Castagnari,illustre studioso fabrianese, che ha contribuito alla ristampa delle sue più famose opere. Il prof. Marcoaldi riportava nei suoi scritti un antico proverbio fabrianesi che recita le seguenti parole: “ Carnevale, ogni burla vale. Carnevale, buon compagno, possi venir tre volte l’anno. “ Anticamente si diceva “semel in anno licet insanire”, vale a dire è lecito impazzare una volta l’anno. Nel periodo di Carnevale, come si fa tuttora, ci si mascherava, si ballava e si faceva festa. Come detto in precedenza il Carnevale ha radici antichissime e derivano ad feste antichissime, come le dionisiache greche (le antesterie) o i saturnali romani, e queste probabilmente erano celebrate anche nella zona del fabrianese. Infatti nel nostro territorio prima dei romani, in parte era abitato dai Piceni,si pensi ad esempio alle tombe principesche del periodo orientalizzante (VII sec.a.C.) custodite dal Museo Archeologico Nazionale delle Marche,esse erano state ritrovate durante gli scavi archeologici a Santa Maria in Campo nel 1915. Bisogna dire che i Piceni furono molto influenzati dalla cultura Greca, questo perchè avevano continui contatti commerciali con tutto il mondo greco. Quindi visti i forti legami, gli abitanti del fabrianese nel periodo piceno probabilmente svolgevano le Dionisie. Esse erano delle celebrazioni liturgiche dedicate al dio Dioniso nell’antica Grecia. Nel corso di tali festività gli autori erano chiamati a gareggiare in competizioni di rappresentazioni tragiche e competizioni di rappresentazioni comiche. Queste celerazioni non avevano solo carattere religioso,anche se il culto di Dioniso era molto antico, questi riti avevano anche un carattere sociale, questo evento serviva per far patecipare tutta la società, per aumentare la coesione sociale e come valvola di sfogo per tutte le tenzioni accumulate nel corso del tempo. Quando si svolgevano le Dionisie nella città, ognuno doveva cessare temporaneamente il proprio lavoro, tutta la popolazione era invitata a partecipare alla manifestazione. Si pensi che addirittura i procedimenti legali venivano sospesi e i detenuti godevano di un permesso straordinario per poter partecipare alla festa. Le mie congetture sono anche basate su ritrovamenti archeologici, pensiamo ai messaggi simbolici sulla coppa di San Severino Marche del periodo piceno. Sulla kylix attica ritrovata nella sepoltura a Stigliano (San Severino Marche), nei pressi del ponte sul fiume Rio, è presente la classica tipologia di coppa per bere con figure mitologiche legate al mito di Dioniso e di Arianna. Questo oggetto, insieme ad altri trovati nel territorio Piceno, dimostra quanto questa popolazione fosse legata al culto di Dioniso, quindi è molto probabile che in questo territorio, compreso quello fabrianese,fossero celebrate le Dionisie, con riti simili al mondo Greco.

Paolo Carnevali

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