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La famiglia dei Chiavelli e l’Ordine di S. Domenico

Una delle più importanti famiglie fabrianesi, ovvero quelle dei Chiavelli, aiutarono e sostenerono l’Ordine di S. Domenico a Fabriano, tanto che ebbero la loro cappella gentilizia nella Chiesa di S. Lucia, gestita a quel tempo dai domenicani. Per chiarezza è meglio partire dall’inizio; la presenza dei Domenicani a Fabriano, in base alle notizie che sono giunte fino ai giorni nostri, risale al 1297, in quel periodo per far si che i frati di S. Domenico se insediassero nella Città. Il Comune individuò entro le sue mura, un’area, dove far costruire un monastero e una piccola chiesa. Furono destinate dal Comune ben 400 libre (monete di argento), di ravennati e anconetani, per l’acquisto dell’area, dove erigere la costruzione. Il complesso sarebbe sorto nel borgo del Piano vicino alla Chiesa di S. Lucia, che era stata costruita con lo scopo di trasferire il culto della Santa, dalle campagne alla Città, da parte dei padri Benedettini dell’Abbazia di Sant’Angelo, situata presso Esanatoglia. Nel 1300 il Cardinale Orsini Napoleone (nato a Roma circa nel 1263) fu inviato da Bonifacio VIII (nato ad Anagni, 1230, morto nel 1303 a Roma) come legato del Ducato di Spoleto e della Marca anconetana (territorio che comprendeva anche Fabriano). Una piccola curiosità, il Cardinale Orsini era amico di Filippo il Bello (Filippo IV) re di Francia, così tanto da concedergli una pensione annua di 1000 fiorini (in monete d’oro), scopriamo così che il termine “pensioni d’oro”, che spesso si usa oggi giorno, non è proprio moderno. Il Cardinale Orsini, nel ruolo di legato della Marca anconetana, decretò che l’antica Chiesa benedettina di S. Lucia con le sue proprietà ovvero: gli orti, il cimitero, le case e gli spiazzi fossero ceduti al Convento dei Domenicani. L’Ordine non riuscì subito, in modo definitivo, a entrare in possesso di questi beni per via dei forti e violenti contrasti che seguirono a quest’atto. Solo grazie all’intervento e l’aiuto della famiglia dei Chiavelli i domenicani vi entrarono in possesso definitivamente. I Chiavelli consentiranno l’ampliamento della chiesetta domenicana, essa fu chiamata con il nome di S. Lucia nel 1365. Le due chiese omonime restarono attive fino al 1372 quando quella edificata dai benedettini fu abbandonata e poi demolita.

Paolo Carnevali (Pubblicato su Geronimo il 28 Novembre 2013)

 

 

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