Image

Il prof. Oreste Marcoaldi la Storia e i Canti popolari

Il prof. Oreste Marcoaldi scrivendo il libro “CANTI POPOLARI inediti UMBRI, LIGURI, PICENI, PIEMONTESI, LATINI”, Genova 1855, intendeva lasciare alle future generazioni una testimonianza e una raccolta con un grande valore storico. Infatti, spesso si sottovaluta l’importanza dei canti popolari, lo studio del canto folklorico permette di fare comprendere l’evoluzione storica del luogo dove si è sviluppato, inoltre una sua attenta analisi, serve anche a far comprendere i fenomeni sociali che hanno interessato la regione. I canti popolari frequentemente hanno delle radici storiche profonde, ad esempio molti credono che “Oh Susanna” (Ho lasciato l’Alabama per venire fin quaggiù…) canzone scritta da Stephen Foster e pubblicato nel 1848, sia del periodo del Far West. In realtà come hanno spiegato al Convegno su “il canto arcaico” organizzato dall’ASAC (Associazione per lo Sviluppo delle Attività Corali) a Lamon del luglio 2005 il prof. Paolo Bon e il maestro Luca Bonavia, esso era arrivato grazie ai primi coloni inglesi in America, ed era un canto originario delle isole britanniche, già in quel periodo era molto vecchio.   L’illustre letterato Enrico Filippini (nel libro “Folklore Fabrianese” pubblicato nel 1898), scrisse che il prof. Marcoaldi fu uno dei più grandi studiosi e divulgatori di tradizioni folkloristiche italiane. Si occupò di raccogliere, pubblicare, i canti e le poesie popolari italiane. Tra queste naturalmente c’erano anche quelli fabrianesi. Il primo saggio di questi suoi studi lo pubblicò nel 1849, in occasione del matrimonio tra un esponente della nobile famiglia fabrianese degli Ottoni e quella dei Nisi. L’opuscolo era composto da 60 canti popolari fabrianesi, con una prefazione e delle note. La pubblicazione già allora era ritenuta rarissima, nel libro “Folklore Fabrianese”, l’autore scriveva che l’aveva cercata non solo a Fabriano, ma anche nelle biblioteche nazionali, nonostante questo non è riuscito ad averne una copia. Il prof. Oreste Marcoaldi sei anni dopo, pubblicò il libro “CANTI POPOLARI inediti UMBRI, LIGURI, PICENI, PIEMONTESI, LATINI”. Secondo il professor Enrico Filippini, da quanto scritto in una pagina della lunga prefazione del Libro, si può dedurre, che parte dei canti popolari piceni siano fabrianesi. Dopo alcune ricerche, sono riuscito a consultare una copia del Libro. Nella prefazione di esso si parla della differenza tra i canti popolati italiani e quelli stranieri. Quelli della nostra nazione, al contrario degli altri, trattano per la maggior parte di temi d’amore. Pochissimi parlano di guerra, patria, mitologia e storia, quando si occupano di questi argomenti, chi canta la storia non sa esattamente di cosa si tratta. Negli altri paesi i canti popolari si sono sviluppati in modo diverso, basti ad esempio andare in Inghilterra e pensare le ballate o (folk) ballads britanniche, oppure a canti che trattano d’imprese e storie eroiche, essi sono molto diffusi in nord Europa, nei Balcani e in Medio Oriente.  In ultimo bisogna dire, diversi di questi canti popolari sono andati persi, ma altri no, grazie alla lungimiranza d’illustri uomini di cultura, come il prof. Cav. Oreste Marcoaldi. Naturalmente nel suo libro il Professore non dimentica la sua terra citerò brevemente un suo passo: “Persone poi degnissime di fede mi riferirono aver conosciuto, vari anni or sono, in una piccola villa poco lungi da Fabriano, Rucce appellata, tal Carbonelli, il quale improvvisava fin anco dugento ottave con tanta grazia ed eleganza da non invidiar punto quelle d’improvvisatori….”. Queste importantissime conoscenze sono fondamentali per un rilancio, non solo della cultura locale, ma anche del turismo creando posti di lavoro, in modo da alleviare la grave disoccupazione che colpisce il nostro territorio.

Paolo Carnevali.

(L’Azione 9 novembre 2013)

 Licenza Creative Commons
Quest’ opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 3.0 Unported.

Annunci