Yellowstone Castle Geysir
Giambattista Miliani i parchi naturali e la crisi economica

Giambattista Miliani nel 1907 visitava il Parco di Yellowstone (come scrisse Bruno Bravetti nel libro Giambattista Miliani, pubblicato da affinità elettive del 2010). Miliani sulla “Nuova Antologia” lanciava la proposta per la creazione dei parchi e delle riserve naturali in Italia. Negli Stati Uniti scala il Bunsen Peak (2,599 m) e l’Electric Peak (3,343 m) che si trova nel Parco Nazionale di Yellowstone. Qualcuno può pensare cosa centra questo con la crisi, eppure se fossero state prese in considerazione le indicazioni di Miliani su come sviluppare i Parchi e le riserve naturali, anche nella nostra zona la disoccupazione, specialmente quella giovanile, non sarebbe arrivata a questi livelli così preoccupanti. Del resto si può dire, che il suo pensiero sui parchi è ancora attuale, basta leggere l’ultimo comunicato stampa emesso il 26 febbraio 2013 dal YELLOWSTONE NATIONAL PARK. Nel comunicato, si fa riferimento a uno studio della Michigan State University circa l’impatto economico del Parco. Tale relazione mostra che nel 2011, il giro di affari del parco ha avuto un impatto positivo per l’economia degli Stati Uniti di 30 miliardi di dollari, sostenendo ben 252.000 posti di lavoro a livello nazionale. Le ricadute economiche ci sono state anche a livello locale, infatti, grazie a queste entrate, si è riusciti a sostenere 5.041 posti di lavoro nella zona. Questi dati dimostrano, che Giambattista Miliani aveva ragione nel voler ricreare dei parchi e riserve naturali su modello di quello di Yellowstone, non solo per proteggere la natura, ma anche per creare dei posti di lavoro con stipendi e condizioni dignitose. Per capire quali tipi di lavoro si creano in questi casi, bisogna analizzare i dati scorporati di questa relazione. Oltre ai posti di lavoro diretti, in altre parole il personale assunto dal Parco, ci sono quelli indiretti, la maggior parte della spesa dei visitatori, circa il 63%, supporta posti di lavoro nel settore che riguarda gli alloggi, servizi, bevande e cibi. Il 17% della spesa dei visitatori, supporta posti di lavoro su divertimento e svago, il 7% per trasporto e carburante, il 13% riguardano altre voci. Bisognerebbe che anche nel nostro territorio si sfrutti, totalmente e non in parte, il potenziale dei Parchi a noi vicini e delle riserve naturali, per attrarre maggiori flussi turistici. Si dovrebbe attrarre soprattutto il turismo straniero, abbinando quest’offerta alla visita delle enormi ricchezze culturali della nostra terra, per creare nuovi posti di lavoro.

Paolo Carnevali

(Pubblicato su Geronimo del 7 marzo 2013)
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