BRBROSSA

Federico Barbarossa e Fabriano

Federico Barbarossa scese in Italia nel 1154. Approfittando delle divisioni al nord tra comuni piccoli e grandi, basti pensare a Milano che s’ingrandiva economicamente ai danni di Lodi, Pavia e Como, e alla richiesta di aiuto di papa Eugenio, che era stato costretto a ritirarsi a Orvieto cacciato da Arnaldo da Brescia e da suoi seguaci dal Comune di Roma. L’imperatore voleva far risorgere l’antico Impero Romano, per far ciò doveva assoggettare sia l’Italia dei Comuni nel Nord sia il Regno di Sicilia a sud. Il coinvolgimento del Comune di Fabriano poterebbe sembrare marginale ma in realtà non lo è. Perché in quel periodo aveva una posizione strategica, le sue strade erano importanti vie commerciali e di comunicazione tra le Marche e l’Umbria. Bisogna ricordare che la conquista delle Marche, e in particolare della Repubblica di Ancona, che era fedele alleata dei bizantini, era fondamentale per realizzare i progetti politici del Barbarossa, poiché l’unico vero avversario che poteva contrastarlo era l’imperatore bizantino Manuele I Comneno (1143-1180). Ancona, strategicamente per i bizantini era la porta per l’Italia. Ancona e la Lega Lombarda avevano ricevuto fiumi di denaro dai bizantini per far fallire i progetti politici di Federico Barbarossa. A Fabriano arrivò Ruggero Chiavelli, come scriveva il Benigni, era capitano di 500 cavalieri di Federico Barbarossa.  P. Giovanni Scievolini dell’Ordine dei Predicatori (Domenicani) nei suoi scritti del XVI riferiva che Chiavelli era parente stretto dell’Imperatore. Questo per alcuni potrebbe sottolineare quanto l’Imperatore riteneva importante il nostro territorio. Ruggero Chiavelli morì nel 1197 e fu sepolto nella chiesa di S. Venanzio, sopra il “sepolcro coperto di velluto nero” vi erano state poste cinque bandiere con lo stemma imperiale.

Paolo Carnevali

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