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La pulizia delle case, Battistangole e Raganelle

Nella settimana che precedeva la Pasqua nell’800 si eseguiva la pulizia generale delle case, oltre alla benedizione delle abitazioni, la stessa era fatta anche per i cibi, generalmente per tradizione erano l’agnello e le uova sode e la focaccia, che si mangiavano in questo periodo come diceva il proverbio: “Pasqua di Resurrezione, si mangia l’uovo e l’agnello per devozione”. Dal giovedì a mezzogiorno fino al sabato della settimana santa le campane non suonavano, come tuttora e si diceva comunemente che erano legate. Per le vie della Città, si sentivano dei suoni fragorosi e fastidiosi, fatti da uno stuolo di ragazzi con le raganelle e le battistangole. Questi erano degli strumenti fatti di legno, l’uno era composto da una ruota dentata che si faceva girare da uno o due manubri (la riproduzione dello strumento è quella della foto qui sopra), con un movimento circolare delle mani, producendo il moto di una molla(asta) posta sul dente dell’ingranaggio, essa si alzava e quando si abbassava produceva il fastidioso rumore. Il secondo strumento invece era costruito seguendo lo stesso schema, anche se aveva più molle(aste) e quindi più denti, con la forma di una piccola cassa, camminava con una ruota e aveva due manici, come struttura ricordava molto la carriola che veniva usata dai contadini. Questa usanza non serviva solo a ricordare ai fedeli di partecipare alle preghiere e alla messa, poiché le campane non potevano suonare, ma servivano a rappresentare presso il popolo ciò che era narrato dal vangelo, in altre parole lo schianto delle pietre e il tremare della terra nell’ora della morte di Gesù Cristo. Lo strumento musicale “raganella” a dispetto del nome aveva un’origine nobile, poiché si diceva che era stato inventato da Archita di Taranto. Nel medioevo era utilizzato in tutta Europa durante le feste popolari. Le raganelle sono usate tuttora in funzioni religiose e feste popolari in Sardegna in Puglia e in alcune zone del Veneto. Il suo inventore ovvero Archita è nato a Taranto nel 428 a.c. dove è stato governatore di quella città oltre ad essere stato un brillante generale della Magna Grecia, è stato un matematico, musicista, filosofo, politico e scienziato. Basti pensare che è ricordato come il fondatore della Meccanica razionale si narra che abbia inventato anche un uccello meccanico, la carrucola e la vite, fece importanti scoperte matematiche come “la teoria delle proporzioni”. Fu amico di Platone (428 a.c. -348 a.c. ha posto le fondamenta della Filosofia occidentale con il suo maestro Socrate ed il proprio allievo Aristotele) conosciuto nel 361 a.c. in Sicilia. Archita morì nel 347 a.c. a Mattinata. Tornando a parlare delle usanze fabrianesi la notte del venerdì santo era svolta la processione del Cristo morto e vi partecipavano membri del clero e di confraternite, uomini vestiti da soldati giudei a cavallo con in mano delle aste, con lunge barbe e tutti insieme stavano davanti al “magnifico cataletto” dove era adagiato il Cristo, poi dopo veniva la statua che rappresentava la Vergine Addolorata e poi di seguito c’era un folto gruppo di donne e dopo parecchi cori e gruppi di guardie provinciali ed infine un’immensa quantità di gente comune. Questa tradizione secondo Oreste Marcoaldi finì nel 1859 e lui usò l’espressione “felicemente in disuso”, poiché purtroppo c’erano persone che approfittando della devozione altrui, andavano a compiere dei furti specialmente nelle campagne, poiché spesso durante queste sacre funzioni notturne le case rimanevano vuote. Come dice il detto “La notte è ai ladri ed agli amanti amica”.

(Fonte: Oreste Marcoaldi Le usanze e i pregiudizi , i giuochi de’ fanciulli, degli adolescenti e adulti, i vocaboli più genuini del vernacolo, i canti e i proverbi del popolo Fabrianese , Fabriano 1877)

Paolo Carnevali

(Pubblicato su L’Azione del 23 aprile 2011)

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