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(Simbolo dell’Ordine fondato dal cavaliere templare francese Guido dei conti di Guillaume di Montpellier) 

 

Santa Maria  Maddalena, ospedale e molto più.

Il professor Romualdo Sassi, nel libro “la Pia Università dei Cartai di Fabriano e la sua Chiesa di S. Maria  Maddalena” scriveva che in origine essa era una chiesa di un ospedale. Bisogna ricordare che nel Medio Evo essi non avevano le stesse funzioni degli ospedali moderni, infatti, erano piccoli e modesti, in un certo senso potevano chiamarsi ospizi, poiché erano destinati per dare riposo e ristoro a poveri viandanti e pellegrini. Fabriano di ospedali in quel periodo ne contava una decina, generalmente erano composti da poche stanze, una cucina, un dormitorio con qualche lettuccio, e alcune più piccole per i servizi, mentre il personale era composto da qualche umile religioso o laico. Anche se la data della fondazione della chiesa non è nota, è certo, come si può vedere da un legato testamentario, che essa esisteva già nel 1326. In seguito l’ospedale era diretto da un Rettore religioso che era responsabile anche della chiesa. Più tardi furono chiamati i frati di Santo Spirito per amministrare l’ospedale.  Essi vestivano di nero con il simbolo di una doppia croce di colore rosso, il loro ordine era regolare, laico ad eccezione di qualche sacerdote, ed era stato fondato dal cavaliere templare francese Guido dei conti di Guillaume di Montpellier nel 1170, egli assisteva nella sua città gli infermi e i pellegrini, creò nel 1174 la casa hospital Saint Esprit. Nel 1198 l’ordine fu approvato dal Papa Innocenzo III che trasferì la sede centrale a Roma nell’ospedale di S. Spirito in Saxia e si doveva occupare dei malati, dei poveri e degli orfani, furono chiamati per tale scopo persone esperte in medicina.  Tornando alla Chiesa di S. Maria  Maddalena, nel 1391 la chiesa e L’ospedale sono diretti da un dalmata frate Tommaso di Marco da Zara. Nel 1487 era priore e rettore della nostra e di parecchie altre chiese con ospedali, di Gualdo, Tolentino, Nocera e Camerino, il professore ordinario del S. Spirito frate Giovanni di Enrico de Flandria, un fiammingo.  Poi l’ospedale cessò di funzionare e rimase solo la chiesa. Il culto di S. Maria  Maddalena aveva acquistato con il tempo un’enorme importanza per la nostra città, in base ad alcuni atti del Comune del 1453, si sa che la festa del 22 luglio era obbligatoria e chi lavorava, era pesantemente multato. La devozione dei cartai fabrianesi alla Santa era molto antica, ma grazie a un miracolo avvenuto in una cartiera nel 1599, divenne più grande.  Poiché la chiesa era la sede di una confraternita piuttosto antica, quella del Crocefisso, moltissimi operai e proprietari cartai s’iscrissero ad essa. All’inizio del 1700 contava ben 800 membri che pagavano un cappellano per dire la messa ogni giorno e ricevevano il pane benedetto a Pasqua. Nel 1839 il Pontefice Gregorio XVI, in seguito ad una richiesta della Corporazione dei Cartai, affida la chiesa all’Università dei Cartai di Fabriano, con l’obbligo di provvedere alla riparazione della stessa. Serviva un restauro radicale, cosa che non sarebbe stata possibile, poiché l’Università non aveva somme così ingenti, se non fosse intervenuto il generoso pastore della Diocesi, il romagnolo Francesco Faldi con una donazione di trecento scudi, egli era sempre pronto a sostenere ogni iniziativa a fin di bene per la sua comunità. Oltre a questa si aggiunsero piccole somme offerte dall’Università e dall’Unione degli agricoltori insieme con un centinaio di scudi derivati dalla vendita di alcuni oggetti preziosi. Una volta compiuti i lavori, nella festa del 22 luglio 1858, fu inaugurata la chiesa. Un altro importante lavoro di restauro fu compiuto nel 1934-35 grazie al contributo dell’On. Giambattista Miliani, nel corso del quale furono scoperti degli affreschi trecenteschi. In ultimo possiamo dire che questa chiesa ha una ricchezza storica e culturale che la maggior parete della gente ignora, ma che è interessante riscoprire.

 

 Paolo Carnevali

(Pubblicato su L’Azione del 25 febbraio 2012)

 

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