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Arti e dei  Mestieri nell’Ottocento.

Fabriano è sempre stata una città operosa, come ci narra il professor Oreste Marcoaldi nei suoi scritti, ciascun’Arte festeggiava un proprio Santo Protettore, aveva un proprio statuto, una cappella o un altare, avevano anche una via, dove potevano esercitare la propria opera ,ad esempio “via, delle conce” era situata dove si trovavano i conciai. Le botteghe dei vasai ad esempio si trovavano in via Broccare (Ramelli), in piazza Bassa o del Mercato (Garibaldi) nel porticato a destra erano collocati i fabbri-ferrai, i merciai erano nel porticato a sinistra, demolito verso la metà dell’ottocento. I cappellai si trovavano in via cordonata di S. Venanzo o a Castelpoggio, i calzolai si trovavano in via S. Giovanni (corso nuovo), i sartori in piazza padella (Corso Vittorio Emanuele), i sellai e gli altri calzolai in via Brugia o della Corona (Mamiani). Ogni arte, il giorno del proprio Santo protettore, per onorarlo, faceva una festa. Gli stovigliai e i vasai festeggiavano il 17 gennaio S. Antonio e S. Alò come pure i cappellai, mentre i canapini il 3 febbraio S. Biagio nella chiesa a lui dedicata. I Barbieri avevano come protettore il Beato fabrianese Francesco Venimbeni, il 22 aprile nella chiesa di S. Francesco, poi divenuto l’Oratorio della Carità. I muratori e i fornaciai festeggiavano il loro patrono S. Venanzo il 18 maggio nel Duomo. I Cartai come tuttora il 22 luglio festeggiavano S. Maria Maddalena. I calzolai e conciatori S. Crispino e S. Crispiniano il 25 ottobre. I militari S. Barbara 4 dicembre nella chiesa di S. Venanzo.  Il giorno di S. Lucia, il 13 dicembre c’era una festa molto importante, infatti, era la patrona dei fabbri-ferrai, calderai, ottonai e orefici. In ultimo il professor Oreste Marcoaldi ci ricorda che due città, Fabriano e” la sua antica e fedele alleata” Firenze, celebravano entrambi il 24 giugno S. Giovanni Battista come proprio Santo Patrono. Bisogna ricordare che le corporazioni delle arti e dei mestieri, erano molto antiche, esse si erano formate, non solo nel nostro Comune e in Italia, ma in tutta Europa. Iniziarono a formarsi verso il XII secolo, con lo scopo di regolamentare e tutelare, sia chi apparteneva alla stessa categoria professionale, sia le attività della stessa. Queste corporazioni in Europa presero nomi differenti, mentre ad esempio a Fabriano e in Italia furono chiamate Arti, in Germania erano le Zünfte, in Inghilterra le Guilds, e in Francia erano le Guildes e in Spagna erano le Gremios. Il loro nome ufficiale in latino era “Universitates”. Le prime corporazioni che si sono formate sono quelle artigiane che durante il 1200. Inizialmente riescono a estendere la loro influenza, anche ad alcune funzioni di natura pubblica direttamente correlate alla loro attività, come ad esempio il controllo delle strade e la definizione dei pesi e delle misure. In seguito alla loro avanzata economica e sociale, si era avviato un processo che avava portato anche alla loro piena affermazione a livello politico. In alcuni casi però questo era impedito dai da chi gestiva la politica in quel periodo. Ciò era avvenuto ad esempio a Venezia e Milano, dove grazie a delle norme dei politici veneziani e della signoria dei Visconti, essi erano riusciti a mantenere in maniera ferrea il potere. Lo scopo principale delle corporazioni era la fondamentale difesa del proprio mestiere. Tali corporazioni emanavano degli statuti per disciplinare le proprie attività in materia di uguaglianza dei soci, formazione professionale delle nuove leve, tutela della qualità dei manufatti e la gestione giuridica sui propri iscritti nelle materie riguardanti la propria Arte. Nell’Archivio storico del Comune di Fabriano sono presenti alcuni importanti statuti come ad esempio quello dell’Arte della Lana (vol. 800) o quello dell’Arte dei Tessitori del 1627 (vol. 798).

Paolo Carnevali.

(Pubblicato su L’Azione del 14 luglio 2012)
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